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Oggi come oggi le difficoltà del mercato del lavoro spingono le aziende ad utilizzare sempre più spesso strumenti di flessibilità come il contratto a tempo determinato; di contro, molti lavoratori hanno come obiettivo una maggiore stabilità lavorativa e sicurezza di vita impegnandosi ad ottenere nel più breve tempo possibile la trasformazione contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.

Trasformazione contratto da tempo determinato a tempo indeterminato: come avviene automaticamente

Il contratto a tempo determinato viene utilizzato da aziende che hanno bisogno di lavoratori per un tempo limitato dunque è un contratto subordinato con una data di fine prestabilita a differenza del contratto a tempo indeterminato in cui non c’è una data di fine del rapporto di lavoro.

Per evitare abusi da parte dei datori di lavoro, la legge ha imposto la durata massima del contratto a tempo determinato a 12 mesi che può essere esteso fino a 36 mesi (Jobs Act) comprensivo di proroghe e rinnovi a patto che sussistano le seguenti condizioni:

  • esigenze temporanee o oggettive non associabili all’attività ordinaria;
  • per esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • esigenze dovute ad un aumento significativo dell’attività lavorativa ordinaria che non è possibile prevedere.

Infatti, il contratto può essere prorogato consensualmente per 4 volte, indipendentemente dal numero di rinnovi che vengono fatti. Superato tale numero, quindi dalla quinta proroga, avviene automaticamente la trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato.

Il limite massimo dei 36 mesi è calcolato anche per contratti in somministrazione di lavoro per la stessa azienda e per la stessa mansione con la trasformazione a tempo indeterminato.

Trasformazione contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato: esclusioni ed eccezioni

Sono esclusi dal limite dei 36 mesi per il passaggio da tempo determinato a tempo indeterminato i contratti stagionali che possono essere rinnovati e prorogati senza rispettare i termini e le condizioni indicati.

Esistono delle eccezioni al limite massimo di 36 mesi da individuare nelle disposizioni del contratto collettivo nazionale, territoriale o deroga assistita davanti alla Dipartimento Territoriale del Lavoro. In questo caso, è possibile rinnovare il contratto soltanto una volta.

Conversione contratto a tempo determinato e trasformazione tempo indeterminato

Quando il contratto determinato viene rinnovato occorre un’interruzione tra il contratto a termine e il nuovo contratto. Il lasso di tempo da considerare è:

  • 10 giorni se il contratto ha una durata inferiore di 6 mesi;
  • 20 giorni se il contratto ha una durata uguale o superiore ai 6 mesi;

Se i suddetti giorni di interruzione non dovessero essere rispettati, quindi se il datore di lavoro dovesse stipulare un nuovo contratto, in automatico avverrà il passaggio da contratto a tempo determinato a indeterminato. Nel conteggio dei 36 mesi, questi giorni non vengono conteggiati.

Quindi, se il datore di lavoro ha intenzione di prorogare il contratto e per far sì che non si trasformi automaticamente da determinato a indeterminato è importante che il lavoratore dia il consenso a prorogare il contratto, le proroghe non avvengono oltre le 4 volte, dopo i 12 mesi è necessario indicare nel contratto le condizioni di rinnovo e devono essere rispettati i giorni di interruzione.

I giorni cuscinetto

Al termine del contratto determinato, se non c’è un rinnovo, il rapporto di lavoro può continuare per:

  • 30 giorni successivi se il contratto ha avuto durata inferiore a 6 mesi;
  • 50 giorni successivi se il contratto ha avuto durata maggiore di 6 mesi.

Superati tali giorni, detti Cuscinetto, il passaggio contratto determinato a indeterminato avviene dal 31 giorno se il contratto è inferiore a 6 mesi e dal 51 giorno se il contratto è superiore ai 6 mesi.

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